“Lo chiameremo Chip En!” urlò trionfante Francesco.

Sua moglie En lo guardò esterrefatta e rimase per dieci secondi con la bocca aperta senza riuscire a respirare; poi proruppe:

“Ma cosa ti salta in mente… signor Sai?!”.

“Non vedi… amore… questo bambino ha uno sguardo penetrante e pieno di curiosità!… prevedo che diventerà un grande studioso… un filosofo d’altri tempi… uno scienziato che scoprirà cose incredibili… inventerà farmaci potentissimi e astronavi che viaggeranno a velocità superiore a quella della luce!”.

En sbottò in una risata acuta e dolcissima; e, senza smettere di ridere, replicò:

“Eh già… Chip En Sai… filosofo… logico e matematico italo-cinese… e… aggiungiamoci pure… con inclinazione per la recitazione!”.

“Dico sul serio!… cara… sono convinto che nostro figlio diventerà un genio!… anzi lo è già… lui lo nacque!… come disse un altro genio!”.

“Chi quello della risata?!… ah… ecco perché mi fa tanto ridere!… Va bene… mi piace… sono d’accordo per Chip En… Sai!”.

Francesco esultò e, preso da una gioia incontenibile, abbracciò En così forte che, se lei non si fosse subito divincolata, il pargolo, attaccato alla mammella, sarebbe rimasto stritolato e… addio genio!

Chip crebbe sano e robusto; fu iscritto alla scuola elementare di un paese della Sardegna, luogo di nascita di Francesco, che era ritornato in patria dopo un lungo girovagare nel continente, dove aveva conosciuto e sposato En.

Il signor Sai aveva trovato un lavoro in un caseificio ed En stava a casa, dandosi da fare per ottenere anche lei qualche lavoretto: aveva studiato canto ed era pure un’ottima violinista.

Il bimbo non tardò a mettersi in evidenza, meravigliando le maestre per le sue notevoli doti mnemoniche: già in prima, un giorno, riuscì a contare fino a cinquecento e, se la maestra non lo avesse interrotto invitando la classe ad un grande applauso, avrebbe tirato dritto fino a mille.

Terminati gli studi secondari, con il massimo dei voti in tutte le discipline, si iscrisse in Scienze Naturali Fisiche e Matematiche, laureandosi con una tesi tanto sorprendente da suscitare l’invidia dei membri della commissione: Chip En aveva confutato nientemeno che la “Teoria della Relatività” di Einstein e scoperto la “Dimostrazione mirabile” di Fermat, ridicolizzando la dimostrazione del matematico inglese Wiles, della quale aveva provato la falsità.

Chip En Sai sembrava ormai avviato a una grande carriera accademica; ma fu proprio in sede di discussione della tesi che qualcuno tentò di spegnere il suo brillante futuro: un commissario lo accusò di ingenuità e di presunzione, riuscendo a influire in modo determinante sulla valutazione finale. Per la prima volta Chip si vide umiliato: ebbe 108, quando non solo lui ma chiunque lo conoscesse avrebbe scommesso sul 110 e lode.

Francesco ed En lo sostennero e fecero in modo che il talento di Chip fosse ugualmente valorizzato; ed oggi, tra le pubblicazioni, le sue opere sono tra le più vendute, soprattutto in Cina.

Opere

Sulla Relatività: Contemplazione essenziale per lo strumento reale (Tesi di laurea)

Sull’Ultimo Teorema di Fermat: Confutazione semplice, Verifica breve e unica, Dimostrazione mirabile

Riferimenti: Anteprima della tesi sulla Relatività